Ospedale di Voltri, Uil contro il trasferimento anticipato ad AOM: «Decisione ingiusta, lavoratori penalizzati»

La Uil Funzione Pubblica Genova contesta il passaggio del personale dell’Ospedale Evangelico Internazionale di Voltri all’Azienda Ospedaliera Metropolitana dal primo luglio. Nel mirino la scelta unilaterale della Regione, la disparità con Castelletto, l’incertezza per i precari e il rischio di ricadute fiscali sugli stipendi

Il trasferimento anticipato del personale dell’Ospedale Evangelico Internazionale di Voltri all’Azienda Ospedaliera Metropolitana diventa un nuovo fronte di scontro sindacale nella sanità ligure. La Uil Funzione Pubblica Genova contesta duramente la decisione, definendola un provvedimento calato dall’alto, assunto senza un confronto adeguato con le lavoratrici e i lavoratori coinvolti e destinato, secondo il sindacato, a produrre effetti pesanti sul piano professionale, economico e organizzativo.

Al centro della protesta c’è la scelta di anticipare al primo luglio il passaggio del personale in servizio a Voltri ad AOM. Per la Uil Funzione Pubblica si tratta di una decisione «gravissima» perché interviene su una fase già delicata della riorganizzazione sanitaria e perché, sostiene il sindacato, non tiene conto dell’Ospedale Evangelico Internazionale nel suo complesso.

Il primo nodo riguarda la disparità di trattamento tra le diverse sedi dell’ente. Secondo la Uil Funzione Pubblica, il personale di Voltri viene obbligato per legge a transitare nell’Azienda Ospedaliera Metropolitana, mentre quello della sede di Castelletto resta escluso da qualunque possibilità di scelta sul proprio futuro professionale. Una distinzione che il sindacato giudica ingiustificabile e che rischia di aumentare incertezza e tensioni tra lavoratori che appartengono alla stessa realtà sanitaria.
La critica riguarda anche il metodo. La sigla sindacale sostiene di avere chiesto tempi compatibili con le esigenze dell’Ospedale Evangelico Internazionale e con la tutela di tutto il personale coinvolto, compreso quello precario. Una richiesta che, secondo la Uil Funzione Pubblica, non sarebbe stata ascoltata. Il punto indicato come imprescindibile era la costruzione di un percorso di stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato, ma il termine del primo luglio viene considerato troppo ravvicinato per garantire soluzioni certe.
Il sindacato pone quindi una domanda sul futuro dei precari e, insieme, su quello della sede di Castelletto. La preoccupazione è che il trasferimento anticipato produca una riorganizzazione parziale, con una parte del personale obbligata al passaggio e un’altra lasciata in una condizione di incertezza. Per la Uil Funzione Pubblica, questa impostazione non chiarisce né il destino professionale dei lavoratori esclusi dal trasferimento né le prospettive occupazionali di chi oggi opera con contratti a termine.
A questo si aggiunge un altro elemento contestato: le possibili ricadute fiscali sui dipendenti trasferiti. Il passaggio anticipato potrebbe comportare il rilascio di due certificazioni uniche nello stesso anno, con conseguenti conguagli Irpef a carico dei lavoratori. Per il sindacato sarebbe una penalizzazione diretta sulle retribuzioni di personale che già affronta condizioni economiche difficili e carichi di lavoro elevati.
La Uil Funzione Pubblica collega la vicenda dell’Ospedale Evangelico Internazionale a quanto già accaduto, a suo giudizio, al personale del Villa Scassi, denunciando un copione che si ripete: decisioni politiche e organizzative assunte senza sufficiente ascolto di chi garantisce ogni giorno il funzionamento dei servizi sanitari. Ora, sostiene il sindacato, il rischio è che lo stesso schema si ripresenti con Voltri e Castelletto, tra lavoratori costretti al passaggio, altri esclusi dalla possibilità di scegliere e personale precario senza garanzie definitive.
Per la sigla, la riforma del sistema sanitario non può essere costruita sulla pelle dei dipendenti. Le decisioni che incidono su lavoro, reddito, stabilità contrattuale e prospettive professionali devono essere condivise, trasparenti e rispettose. In questo caso, secondo la Uil Funzione Pubblica, la scelta della Regione non garantisce né la tutela economica né il futuro professionale dei lavoratori, apre interrogativi sulla sede di Castelletto e lascia senza un percorso sicuro il personale a tempo determinato.
Il trasferimento anticipato del personale di Voltri ad AOM viene quindi respinto dal sindacato come una scelta politica sbagliata, capace di produrre nuove tensioni in un sistema sanitario già attraversato da carenze di organico, riorganizzazioni complesse e forti pressioni sui servizi.
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